Birgi, senza voli l’estate è un disastro: “80% di prenotazioni in meno”

L’Airgest, la società che gestisce l’aeroporto di Trapani Birgi, ha adesso una guida pienamente operativa. Ma in tanti si chiedono se non sia troppo tardi, ormai, per salvare la stagione estiva 2018.

La domanda viene dal Comitato per la salvaguardia dell’aeroporto di Birgi, che ha diramato proprio un appello a tutte le istituzioni locali: “Inutile sottolineare di come, la proposta regionale di un nuovo bando per le rotte su Birgi, sia una soluzione valida nel medio e lungo periodo ma poco o nulla risolutiva per la stagione estiva 2018. Una stagione estiva in cui migliaia di cittadini hanno investito soldi e che, per alcuni di essi, rappresenta il solo polmone economico annuale, concentrato dentro una finestra di pochi mesi. E quella finestra reddituale oggi appare chiusa, sprangata ai più. Le cancellazioni e i cali di prenotazione in alcune aree hanno raggiunto picchi dell’80% determinando una potenziale perdita di centinaia di posti di lavoro”. Come fare per salvare il salvabile? Gli operatori del settore propongono un piano straordinario di promozione della destinazione Trapani. “Il piano consisterebbe in acquisto di pubblicità sui portali dei maggiori vettori aerei (Ryanair, Alitalia, Wind Jet, Air Malta etc.) al fine di promuovere la destinazione ANCHE con il potenziamento di rotte da/per l’aeroporto di Birgi. L’acquirente, per non inciampare nella normativa europea sugli aiuti di stato, sarebbe un ente non pubblico (Distretto Turistico) utilizzando la già efficace bozza di contratto esistente: quella impiegata nel precedente acquisto pubblicitario tra Camera di Commercio e AMS”. Insomma, dicono gli operatori, facciamo un accordo per l’estate, e facciamolo passare tramite il Distretto Turistico. E dove si trovano i soldi? Dal comitato indicano tre fonti:

1) I fondi attualmente disponibili presso i comuni e stanziati per il 2018 proprio per la promozione turistica (allo stato attuale e con gli attuali comuni partecipanti che potrebbero però allargarsi, circa € 1.250.0000.

2) I soldi nelle casse dell’ex provincia regionale, stornate all’ente a seguito della guerra in Libia e stanziati con APPOSITA FINALITA’ di promozione territoriale. (€ 2.500.000)

3) Una necessaria e finalmente matura sottoscrizione da parte dei cittadini e degli imprenditori che, al costo di un centinaio di euro, DEVONO diventare protagonisti del proprio futuro.

CINQUE STELLE.  ‘Oltre ad informare i cittadini, è nostro preciso dovere evidenziare queste anomalie nel governo della società e sollecitare l’azione della Regione a fronte del gravissimo deficit patrimoniale della società”. A dichiararlo è la deputata M5S all’Ars Valentina Palmeri, che descrive così le ragioni che hanno spinto il gruppo regionale a proporre questa interrogazione.
“Quando è stato deliberato l’aumento di capitale nell’agosto del 2017 – spiega Palmeri – per l’importo di € 14.863.445,59, poi realmente sottoscritto dalla Regione per soli 5 milioni, già alla data del 22.11.2017 il capitale versato nelle casse Airgest era già irrimediabilmente perso. Questo è un fatto gravissimo. Infatti, nel novembre 2017 l’AIRGEST aveva un patrimonio netto di soli € 75.585 e il capitale non era più conforme al minimo legale di € 7.746.853 previsto per le società di gestione di aeroporti delle dimensioni di Birgi, come prevede il DM 521/1997. Interroghiamo oggi il Presidente e l’Assessore per stabilire di chi sia stata la responsabilità e come si sia arrivati a mettere a serio rischio l’operatività dell’aeroporto con interventi sul capitale tardivi, insufficienti ed inadeguati per garantire la continuità aziendale, realizzati in totale spregio della normativa di settore in tema di minimo legale del capitale sociale di un aeroporto, in violazione delle norme civilistiche sulle SpA e della normativa sulle società partecipate”

“A prescindere dalle irregolarità contenute nel bando di gara emanato da Airgest e censurato interamente dal TAR – sottolinea il deputato Sergio Tancredi – aspetto sul quale si dovrà fare piena luce anche per il futuro, l’interrogazione serve oggi a far rilevare a tutti, con dovizia di particolari, che gli interventi finanziari sono stati interventi-tampone che hanno solo causato il dispendio di disponibilità finanziarie a fondo perduto. Le risorse sono state erogate dalla Regione senza alcun programma industriale e senza una reale prospettiva che realizzi l’economicità e l’efficienza della gestione della società nel medio e lungo periodo, unica garanzia di un servizio futuro per i cittadini trapanesi. Ci chiediamo ancora oggi– continua Tancredi – se si vuole legittimare un trasferimento di fondi senza che sia stato ancora predisposto alcun vero e concreto piano di risanamento e senza che l’Autorità di Regolazione dei Trasporti e la Corte dei Conti siano state interessate.’

I due portavoce hanno preteso “chiarezza anche in merito alle eventuali azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori della società e di tutti coloro che, a vario titolo, hanno arrecato un danno al patrimonio di Airgest ed un pregiudizio irreparabile al valore della partecipazione della Regione siciliana, oggi quasi nullo, noncuranti dell’interruzione di un servizio di interesse pubblico fondamentale” concludono Palmeri e Tancredi.

Dal comitato vogliono una risposta subito. Se no sono pronti ad una manifestazione, il prossimo due Marzo, nella quale minacciano di distruggere le schede elettorali.

Fonte: https://www.tp24.it

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