La bufala: la malaria la portano i migranti. Ma quando mai…

A poche ore dalla morte a Brescia di una bimba di 4 anni a causa di una forma molto grave di malaria, la Lega e Forza Italia chiedono al governo una nuova stretta sul fronte immigrazione, convinti che siano i migranti i principali responsabili del riaffacciarsi anche in Italia di malattie scomparse da tempo. Parole che a sinistra, ma anche dentro Alternativa popolare, vengono giudicate alla stregua del «peggior sciacallaggio politico».

La Lega: allarme sanitario

Secondo il responsabile immigrazione del Carroccio, Tony Iwobi, l’episodio basta a far scattare un vero e proprio «allarme sanitario», perché è più che possibile che a portare «gravissime malattie siano – spiega – le orde di finti profughi che stanno invadendo l’Italia». È quindi ora, insiste il deputato leghista Paolo Grimoldi, che «il governo si svegli». D’altro canto, aggiunge la deputata di Forza Italia Michaela Biancofiore, malattie come la malaria «sono state debellate» anni fa in Italia e dunque il fatto che stiano tornando a colpire è evidente che sia dovuto «all’approdo massiccio di persone provenienti da Paesi africani». Giudizi, commenta la sinistra che sono solo il frutto di un’escalation razzista.

«Incredibile ignoranza»

Per la senatrice di Sinistra italiana Loredana De Petris, «il tentativo della Lega di sfruttare la tragedia della bambina morta di malaria per la sua campagna xenofoba è una delle cose più ignobili che si siamo mai viste». Non solo. «È anche – aggiunge De Petris – specchio di incredibile ignoranza». «Siamo di fronte a un caso di pericolosa cialtroneria», fa eco il deputato di Sinistra italiana-Possibile, Andrea Maestri. Eppure, conclude il senatore di Ap-Centristi per l’Europa Aldo Di Biagio, «è assurdo ed irrispettoso fare politica su eventi così drammatici, anche perché «le dinamiche medico scientifiche correlate sono talmente complesse da non poter essere banalizzate con la solita equazione `migranti sui barconi – malattie´».

Secondo i Verdi, la colpa è dei cambiamenti climatici: «temperature più alte e inverni più miti – dice il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli – sono tra le condizioni che causano l’incremento delle aree in cui gli insetti vettori di malattie (ad esempio, zecche e zanzare) si moltiplicano». E dunque, è compito, delle amministrazioni «attuare iniziative – conclude Bonelli – per debellare la proliferazione di questi insetti anche attraverso antagonisti biologici».

Gli esperti: più turisti che migranti

Uno dei primi a stroncare certe ipotesi è stato l’infettivologo savonese Fabrizio Pregliasco che da Milano, dove lavora da anni, ha definito «sciocchezze» le dichiarazioni di chi ha messo in connessione la morte di malaria della piccola di Trento con l’immigrazione. Pregliasco sostiene che le zanzare Anopheles responsabili del contagio possono essere arrivate in Italia più probablmente da turisti attraverso valigie o giacche, piuttosto che da migranti che viaggiano in ben altre condizioni. La collega Alessandra Della Torre, docente associata di parassitologia dell’Università La Sapienza di Roma, concorda: «Le zanzare possono viaggiare in aereo, nei container delle navi e così via. Il rischio non è quindi – ha continuato – tanto legato agli immigrati, quanto ai viaggi nelle aree a rischio».

Detto questo, le Anopheles sono anche in Italia. «Le regioni d’Italia – prosegue Della Torre – dove sono presenti maggiormente le Anopheles sono quelle tirreniche e centro meridionali, come ad esempio la Toscana». Questo però non significa che in queste regioni il rischio di ammalarsi di malaria è alto. «Nel nostro Paese il rischio – ha specificato Della Torre – è molto basso (secondo Pregliasco sarebbe più facile vincere al Superenalotto, in termini di probabilità). Per esserci trasmissione infatti occorre che una zanzara punga una persona colpita da malaria e che poi a sua volta quella stessa zanzara, dopo un certo periodo, punga una seconda persona a cui trasmettere il plasmodio. Data la bassa frequenza di casi di malaria importati si tratta di una catena di probabilità piuttosto ridotta. Ma non impossibile, come potrebbe dimostrare il caso della bambina di Trento».

Malaria, Italia importa in media 637 casi l’anno

L’Italia importa in media 637 casi di Malaria l’anno da paesi dove la malattia e’ endemica, una cifra seconda solo a quella di Francia e Gran Bretagna in Europa. Lo afferma uno studio pubblicato quest’anno da Lancet Infectious Diseases. I ricercatori dell’universita’ di Southampton hanno raccolto le segnalazioni di casi importati di Malaria tra il 2005 e il 2015, cercando di definirne la provenienza sulla base del ceppo di plasmodio, il parassita trasmesso dalle zanzare, e costruendo un database di oltre 50mila pazienti in 40 nazioni dove la malattia non e’ endemica. Nel 56% dei casi, scrivono gli autori, ad ‘esportare’ la Malaria sono paesi dell’Africa occidentale, con rotte preferenziali che seguono quelle dei voli commerciali. Il paese che importa piu’ casi e’ la Francia, in media quasi 2200, seguito dalla Gran Bretagna, circa 1800, dagli Usa (1500) e dall’Italia con appunto 637 notifiche. Secondo la circolare del ministero della Salute sulla prevenzione pubblicata lo scorso dicembre nel periodo 2010-2015 i casi di Malaria notificati sono 3.633, di cui 89% con diagnosi confermata. Tra i cittadini italiani si sono riscontrati il 20% dei casi, di cui il 41% in viaggio per lavoro, il 22% per turismo, il 21% per volontariato/missione religiosa. Nel mondo, afferma l’ultima edizione del World Malaria Report, nel 2015 ci sono stati 212 milioni di casi con 429mila morti. Il 90% dei casi si e’ verificato nella regione africana dell’Oms, il 7% in quella asiatica e il 2% nell’est mediterraneo.

La zanzara, secondo l’esperta, diventa un vettore della malaria una decina di giorni dopo che ha punto la persona malata. «Tanto infatti impiega il parassita per moltiplicarsi e potenzialmente per infettare un’altra persona – ha specificato Della Torre – La zanzara smette di essere pericolosa quando muore». In teoria, ci sono più probabilità che una zanzara si infetti pungendo una persona colpita dal Plasmodium falciparum, il patogeno più virulento, lo stesso che ha ucciso la bimba di 4 anni. «È infatti quello più diffuso in Africa – ha spiegato Della Torre – e quello che di conseguenza può avere più probabilità di arrivare nel nostro Paese». Non è però la puntura di una persona infetta a rappresentare il principale pericolo che una zanzara diventi portatrice del parassita responsabile della malaria. «Sempre rari, ma più diffusi, i casi di importazione di zanzare infette dai Paesi in cui la malaria è endemica», ha sottolineato la parassitologa.

Fonte : http://www.tp24.it

 

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