Questa mattina arrivano a Trapani più di 500 naufraghi salvati in mare

Questa mattina arrivano al porto di Trapani più di 500 naufraghi salvati in mare nel Mediterraneo nelle ultime ore. Esattamente sono 537  persone  che hanno trovato riparo a bordo della nave Aquarius, che ha recuperato per conto suo, in tre distinte operazioni di salvataggio mercoledì e venerdì, 458 persone da imbarcazioni sovraffollate e non adatte alla navigazione in mare aperto. Inoltre, sabato sera  sera la nave ha accolto a bordo altre 79 persone, trasferite dalla Guardia costiera italiana.

La prima operazione di recupero ha riguardato 164 persone che mercoledì erano su un gommone sovraffollato individuato nelle acque internazionali a est di Tripoli.

Altre 222 persone sono state poi tratte in salvo dalla Aquarius da un barcone in legno sovraffollato nella mattina di ieri nelle acque internazionali a ovest di Tripoli.
Successivamente, 72 persone sono state tratte in salvo da un gommone nella stessa zona, in collaborazione con la nave Astral della Ong ProActiva e l’aereo da pattugliamento Moonbird della ong Sea Watch. E ieri sera c’è stato il trasferimento a bordo di Aquarius delle 79 persone soccorse in precedenza da una nave della Guardia costiera italiana. Un totale quindi di 537 uomini, donne e bambini è ora a bordo della Aquarius.

“Due delle barche che abbiamo soccorso nei giorni scorsi erano decisamente sovraccariche. Sulla base della nostra esperienza, in media, sui gommoni vengono spinte da 120 a 140 persone. Mercoledì c’erano 164 persone, comprese donne e bambini, stipate su un gommone inaffidabile, il che è estremamente pericoloso. Un’onda avrebbe potuto rompere il fondo di legno in qualsiasi momento e sarebbe finita ancora una volta in un’altra tragedia nel Mediterraneo”, ha detto Nick Romaniuk, coordinatore dei soccorsi di Sos Mediterranèe. “Ieri mattina abbiamo trovato 222 persone stipate in un vecchio barcone da pesca in legno. Questa è stata un’operazione complessa: qualunque reazione di panico avrebbe potuto provocare il capovolgimento della barca e non avrebbe lasciato alcuna possibilità alle decine di persone all’interno del barcone. In entrambe le situazioni non ci sono stati ritardi nell’intervento né confusione nel coordinamento del salvataggio. E’ solo grazie alla professionalità dei nostri team, al chiaro coordinamento dell’operazione di salvataggio da parte delle autorità competenti, nonchè alla cooperazione con altre navi delle ong, che è stata evitata la tragedia”, ha aggiunto Romaniuk.

Tra i 537 sopravvissuti delle quattro operazioni di salvataggio ci sono 85 donne, di cui quattro incinte, tre neonati e 125 minori non accompagnati. Raccontano di fuggire dalla Libia a causa della crescente mancanza di sicurezza e dei maltrattamenti nei confronti dei migranti. Un gruppo di 184 eritrei era ieri sul barcone di legno. Un giovane di 22 anni ha dichiarato: “Sono stato in Libia per undici mesi. La prima volta ho pagato e sono andato in mare, ma mi hanno preso. Mi hanno chiesto soldi. Ma non ho avuto soldi dai miei genitori, non abbiamo soldi perchè nel nostro Paese le cose non vanno bene. La notte scorsa stavo dormendo, ma durante la notte sono venuti e hanno detto “fuori, fuori, alla nave piccola” e abbiamo preso la strada per il mare”.

Un giovane nigeriano salvato mercoledì scorso ha riferito di come era stato precedentemente intercettato dalla Guardia costiera libica: “Ci ha inseguiti, alcuni hanno cercato di saltare fuori dalla loro imbarcazione per fuggire. Alcuni sono annegati”, ha detto a un volontario di Sos Mediterranèe. “Prima quando abbiamo visto la nave di salvataggio della ong, tutti abbiamo pensato che fossero i libici. Eravamo tutti molto spaventati perchè sappiamo cosa succede dopo. Quando ho capito che stavano venendo a salvarci, mi sono detto: dopo tutti questi anni e tutte queste sofferenze, non sto tornando alle stesse sofferenze”.

Fonte: https://www.tp24.it

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