Salemi, l’insegnante di religione alla scuola materna che picchia i bambini. La storia

C’è un insegnante di religione alla scuola materna, a Salemi, che picchia i bambini.

Ci risiamo. Ancora un episodio di presunti maltrattamenti su bambini da parte di un’insegnante di religione. Stavolta e’ il turno di una scuola perl’infanzia di Salemi.

Il delitto previsto e punito dagli articoli 61, numeri 5, 11 ter e 11 quinquies e 572 del Codice Penale si sarebbe consumato in una scuola materna della cittadina normanna.

L’indagata, di cui riportiamo solo le iniziali G.A.M.T. , secondo il Pubblico Ministero dottore Niccolò’ Volpe, sostituto procuratore della Repubblica di Marsala, nella qualità di maestra della scuola d’infanzia San Leonardo ” con condotte reiterate a carattere violento e prevaricatorio maltrattava i minori SF, CK, DG e BG”, tutti alunni della classe 5 dell’Istituto scolastico affidati all’insegnante di religione per ragioni di educazione, istruzione e vigilanza.

L’uso delle iniziali nelle cronache giudiziarie vorremmo che non fosse a corrente alternata, a secondo del soggetto.
Garantismo peloso a senso unico.
Spesso ignorato quando si tratta di poveracci, ladruncoli o extracomunitari, il riserbo scatta come un riflesso condizionato quando invece i protagonisti appartengono ad alcuni strati della società, ritenuti pregiudizialmente perbenisti e al disopra di ogni sospetto.
Nel primo caso, i comunicati stampa, corredati anche di foto, lanciati da organi istituzionali, si sprecano. Ci pensano poi a diffonderli i soliti compiacenti fogli di informazione on-line.
Mentre nel secondo, cala regolarmente un inquietante quanto incomprensibile silenzio.
Persino da parte di alcuni genitori, che invece dovrebbero essere i primi a esigere chiarezza e correttezza didattica per il bene dei loro figlioli.

Tranne una esigua minoranza che ci ha confermato, a microfoni spenti, gli incresciosi episodi di cui si sarebbe resa protagonista l’insegnante, da parte degli altri solo un omertoso silenzio, forse per sfiducia nella giustizia.
E poco importa se nel frattempo se ne sussurra nei bar o nelle anticamere di liberi professionisti. Il solito segreto di Pulcinella.
E’ mai possibile, ci chiediamo, che colleghi e personale scolastico non abbiamo mai notato nel corso degli anni qualcosa di anomalo, un grido, un pianto, che non sia trasparso un imbarazzo da parte di questi piccolissimi indifesi?

Ma andiamo al risultato delle indagini.
Nell’avviso della conclusione delle indagini preliminari viene detto che l’insegnante di religione, oggetto dell’indagine penale, avrebbe ( il condizionale e’ nostro) colpito “con un forte schiaffo alla schiena inferto al minore S.F. in data 13.10.2016; afferrava per la nuca allontanandolo dal banco, colpiva in diversi momenti con 4 schiaffi alla nuca e spintonava facendolo cadere a terra il minore C.K. in data 15.12.2016; colpiva con uno schiaffo, afferrava, strattonava e percuoteva con uno schiaffo alla nuca prima e, con altri 4 schiaffi alla nuca poi il minore D.G. in data 15.12.2016; percuoteva con due schiaffi sul fondo schiena ed alla schiena in data 15.12.2016 e con uno schiaffo alla nuca in data 9.02 2017 il minore B.G.”.
Il tutto, con l’aggravante di avere approfittato di circostanze di luogo e di persona tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, di avere commesso un delitto contro la persona ai danni di soggetti minori all’interno di un istituto di istruzione e di avere commesso il fatto di reato di cui all’art. 572 del c.p. in presenza e ai danni di minori di 18 anni.
Tutti fatti, questi sopra elencati, che sarebbero stati ( il condizionale e’ sempre del cronista) accertati dall’ottobre del 2016 al febbraio 2017.
La maestra sarebbe stata incastrata da telecamere di sorveglianza, installate nell’aula dell’istituto in seguito alle segnalazioni fatte da alcuni genitori.
Allo stato attuale sarebbe stata sospesa dalla Curia.
Per due dei quattro minori offesi, ha assunto la difesa il noto avvocato penalista salemitano Melchiorre Palermo.
Verrebbe da chiedersi come mai i protagonisti di simili episodi, che le cronache quotidiane riferiscono sempre più numerosi, quasi spesso sono insegnanti di religione. Laici o del clero, poco importa.
Perché spesso incappano in incidenti di percorso, cosi clamorosamente in contraddizione con la materia che impartiscono agli scolari?
Semplice casualità o esisterebbe una sorta di correlazione, sia pure perversa, tra la teoria e pratica d’insegnamento?
Ma come vengono reclutati questi insegnanti?
Come e’ noto, le graduatorie dei docenti di religione sono a carattere privato e gestite dalla Curia vescovile.
Questa categoria ha registrato un forte aumento negli ultimi anni. Forse per una serie di privilegi di cui godrebbero.
Ad esempio, alcuni loro colleghi sostengono che, dopo quattro anni di insegnamento, l’insegnante di religione può ottenere la stabilizzazione. Acquisisce cioè gli stessi diritti del personale di ruolo.
Ma molti di loro sostengono di essere vittime di pregiudizi e di scarsa conoscenza del loro stato.
Uno di essi ci ha detto. “Posso capire l’ostilità verso una Curia che ha reso per anni il reclutamento più facile per accaparrarsi il controllo della materia, ma attualmente i docenti di religione sono reclutati con regolare concorso e dopo aver acquisito il titolo di laurea.”
Spetterà ora, a gennaio si presume, al Gip la decisione, se archiviare l’indagine o rinviare a giudizio l’insegnante.

Fonte: http://www.tp24.it

 

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