SAPORI TRAPANESI

La cucina siciliana è famosa in tutto il mondo per la varietà ed unicità dei propri piatti e delle proprie ricette.
Qui, la commistione dei popoli e delle culture, ha creato ibridi gastronomici che, la tipicità dei luoghi, ha saputo far diventare esclusività.

Quando si arriva in Sicilia e si cerca un piatto “tipico” non è inusuale imbattersi in un prodotto che è impossibile mangiare in altre parti d´Italia e del mondo se non a Trapani.

Il clima particolarmente favorevole e la presenza sia di entroterra (cacciagione e carne) sia del mare (pesci e molluschi) sia di terreni coltivabili (frutta e verdura) hanno fatto il resto fornendo quindi un’assoluta varietà negli ingredienti di partenza dai quali poi è possibile sbizzarrirsi in composizioni ed alchimie assolutamente uniche.

Ecco quindi l´elenco delle cose che devi assolutamente mangiare nella tua vacanza in provincia di Trapani

SALATO

Le busiate con il pesto alla trapanese

Il nome non può essere più indicativo della tipicità del prodotto.
Innanzitutto cosa è una busiata? La busiata è un tipo di pasta tipica che prende il suo nome dalla preparazione stessa. Infatti la pasta viene arrotolata attorno ad un bastoncino di legno, detto appunto “buso”, che gli conferisce sia la forma spiralata che il nome.
Il pesto alla trapanese invece, deriva dal pesto alla genovese.
Infatti, nei secoli passati, quando Trapani era uno dei porti centrali del Mediterraneo e quindi tappa obbligata dai navigatori dell´epoca, i genovesi, popolo di navigatori per eccellenza, faceva scalo frequentemente da queste parti.
I genovesi importarono quindi il pesto alla genovese, con il basilico come ingrediente base. I trapanesi rielaborarono quel pesto rendendolo più compatibile con i prodotti della loro terra: pomodori, mandorle ed aglio.
Il risultato è un pesto molto saporito che rimane intrappolato nelle pieghe della pasta rendendola quindi molto condita.

Il Cous Cous di pesce

Reso famoso dal cous cous fest di San Vito lo Capo, il cous cous è un piatto che si è diffuso in tutto il mediterraneo partendo dal nord Africa.
Fondamentalmente si tratta di semola “incocciata” con l´acqua per renderla a grani grossi.
Su questa base di partenza, il cous cous viene condito con verdure, carne o, come nel caso trapanese con pesce e brodo di pesce.
Infatti la ricetta del cous cous con brodo di pesce è quella tipica del territorio che le nonne preparavano le giornate di festa dentro particolari pentole in ceramica chiamate “mafaradde”.
San Vito lo Capo, da circa un decennio si fa vanto di fare il miglior cous cous della provincia di Trapani. Sarà vero? Bisognerà assaggiarlo per confermare o confutare questa diceria.

 Arancine con carne o al burro

Cosa è la Sicilia senza le sue arancine. Esiste tutta una diatriba semantica sul dubbio se le arancine siano “maschie o femmine”. Cioè Arancino o arancina?
A Trapani sono “fimmine”: arancine.
E vengono preparate alla maniera classica con riso e uovo.
La variante sta nel condimento interno che può essere con ragù di carne e piselli oppure con prosciutto e mozzarella. Il tutto impanato e fritto.
Con un paio di euro ci si sazia e si mangia cibo tipico. Da provare!

 

 Prodotti di Tonnara

Che sia affettato di tonno, pesce spada affumicato, trancio di tonno alla griglia, spaghetti con bottarga e pomodorino, i prodotti di tonnara nella provincia di Trapani sono stati oggetto di esperimenti e studi gastronomici nei secoli passati.
Questo è dovuto alla presenza di numeroso tonnare sulle coste della provincia dovuta alla traiettoria migratoria dei tonni che passa proprio dalle acque della provincia di Trapani.
La più famosa tonnara è indubbiamente quella di Favignana e la mattanza, fino a qualche anno fa, ancora veniva eseguita al largo dell´isola e richiamava frotte di turisti ad assistestere a questo rito di vita e di morte che imporporava le acque del mare.
Trattati internazionali e la soppressione della Mattanza hanno fatto sì che questo rito, ed i suoi protagonisti, diventassero storia.
Ma la tradizione gastronomica è rimasta ed i prodotti di tonnara sono un ingrediente base per antipasti, primi e secondi.

Panino con le panelle e pane “cà meusa”

Lo street food è una realtà assodata e conclamata in Sicilia. Palermo, sullo street food ha creato un vero e proprio settore gastronomico di tutto rispetto da guardare con interesse e curiosità. Da Palermo quindi lo street food si è diffuso anche a Trapani e non è inusuale trovare bancarelle, in mezzo la strada, intente a vedere questo cibo tipico e saporito.
Cos’è la “panella”? La panella è una frittella fatta con farina di ceci. Da un blocco unico di impasto di farina di ceci, vengono tagliate delle strisce, spesso triangolari, che vengono messe a friggere. Il panino, rigorosamente di pane siciliano con semi di cimino, viene imbottito con panelle, sale, pepe e limone. Per i più temerari, il pane cà meusa è un panino imbottito con strisce di milza e polmone di vitello bollite nella sugna o strutto. Alcune varianti aggiungono ricotta al tutto, ma li andiamo nel regno della temerarietà gastronomica dove consigliamo di avventurarsi accompagnati da qualche bustina di biochetasi.

                        Tagliolini con aragosta alla trapanese

Ingredienti: tagliolini, aragosta, cipolla, pomodoro maturo, vino bianco, olio d’oliva extravergine, burro, prezzemolo, sale e pepe. Lavate bene l’aragosta, poi mettetela in una pentola capiente con abbondante acqua salata. Fatela bollire 5 minuti, quindi scolatela. Tagliate il carapace ed estraete la polpa. A parte in una padella con l’olio e il burro fate soffriggere la cipolla tagliata sottilissima con l’apposito attrezzo. Aggiungete il pomodoro tagliato anch’esso a fettine, salate e lasciate cuocere per 5 minuti circa. A questo punto unite l’aragosta tagliata a pezzi piuttosto piccoli e bagnate con il vino. Fate evaporare e lasciate cuocere ancora per 20 minuti, aggiungendo l’acqua nella quale avete bollito l’aragosta se si dovesse addensare troppo. Cuocete i taglierini in abbondante acqua salata, scolateli al dente e buttateli a insaporire nella padella del sugo. Prima di servire cospargete il tutto con il prezzemolo finemente tritato.

 Ricci freschi con pane e limone    

Questo piatto lo si troverà difficilmente al ristorante, se non altro perchè è molto semplice ma proprio la sua semplicità lo rende una prelibatezza. Data l’abbondanza di ricci nelle coste del trapanese, questo cibo era un cibo veloce e “povero” che i pescatori potevano prepararsi immediatamente sulla barca: un riccio tagliato a metà con pane e limone.
La parte del riccio che va mangiata è ovviamente quella rossa. Il piatto può essere preparato in 5 minuti in maniera autonoma: basta recarsi in un qualsiasi pescivendolo ed acquistare una dozzina di ricci.
Si tagliano a metà, si spruzzano di limone e si raccoglie il rosso con un cucchiaino o con il pane.

Le caponate

Tutte le caponate a sud di Napoli sono un piatto che bisogna per forza gustare ma quelle di Trapani hanno una marcia in più dovuta all’utilizzo di melanzane coltivate sul 37° parallelo che rappresenta il Santo Graal dell´agricoltura. Le caponate di melanzane e cipolle hanno quindi quel sapore tipico del mediterraneo. Dolci e tentatrici, non si può non assaggiarle!


Olive fritte

Soffriggere le olive con olio e aglio, versatevi aceto di vino e aromatizzate con origano. Qualche altro minuto sul fuoco e le olive fritte sono pronte: vanno servite ben calde.

 

 

 

 

 

 

 

 DOLCE

Cannoli e graffe   

Il cannolo, insieme all’arancina, è uno dei simboli della Sicilia nel mondo. Si tratta di un tubo di pasta croccante, riempito con ricotta fresca impreziosita da scaglie di cioccolato.

                                                                La graffa invece, meno conosciuta ma più “duci” (dolce) del cannolo, è una brioche riempita di ricotta fresca con pepite di cioccolato, tutto spolverato di zucchero.
Glicemia alle stelle, ma ne vale la pena.

  Occhietti di Santa Lucia

Sono un dolce tradizionale natalizio, si presentano come dei taralli piccolissimi (da qui il nome) che occorre molta maestria per confezionare. Fatti i tarallini bisogna preparare la glassa dove immergerli. Il segreto è non cuocerli troppo e tirarli fuori dal forno non appena sono dorati in superficie.

                                                                                            

                           

Sfinci di San Giuseppe   

Sono gustose e morbide frittelle palermitane, coperte di crema di ricotta, gocce di cioccolato, pistacchi tritati, ciliegie e scorze d’arancia candite, sono morbide e areose, vengono preparate con una una frittura lunga e dolce, dove l’impasto si gonfierà, divenendo soffice e alveolato al suo interno.

     

 

Potrete assaggiare molte di queste prelibatezze alla nona edizione di “Stragusto”, il festival internazionale dello street food, che ha luogo a Trapani dal 26 al 30 Luglio presso Piazza Mercato del Pesce. (http://www.trapanitravel.com/trapani-oggi-inizia-stragusto-il-festival-del-cibo-da-strada/)

Fonti : https://www.hotel-trapani.com/blog/797-le-10-cose-che-devi-assolutamente-mangiare-in-provincia-di-trapani ;  https://it.wikipedia.org/wiki/Pane_nero_di_Castelvetrano  ; http://www.movingitalia.it/trapani/piatti-tipici.html

 

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