Scrive Enzo Orlando, sull’incidente di Trapani in cui è rimasta uccisa Anna Di Nicola

A leggere qualche commento sul tragico incidente nel quale è rimasta uccisa Anna Di Nicola è come se chi lo fa guardasse il dito e non la luna che esso indica.

Non c’è dubbio che il rispetto del Codice della Strada qui da noi è assai meno che un obbligo. I ciclisti viaggiano contromano come se fossero pedoni e gli stessi pedoni attraversano le strade spesso fuori delle strisce pedonali ed anche senza attendere che il semaforo dia loro via libera.

Non parliamo poi di quelli alla guida delle automobili che si ostinano ancora ad ignorare il segnale di direzione obbligatoria a destra, uscendo dal passaggio a livello di via Libica, e girano a sinistra con scompiglio ed intralcio del traffico.

Ma tanto, i vigili urbani dove sono? Ne vedi qualcuno per strada solo quando si tratta di contravvenzionare chi parcheggia dove c’è il divieto o fuori degli appositi stalli.

Non parliamo poi di chi sosta in doppia e persino in tripla fila perchè deve scendere dal fornaio o dal negozio nei pressi e non vuole fare neppure due passi a piedi, tanto – pensa – è questione di pochi minuti e perciò non c’è fretta che tenga; chiunque può aspettare. Potrei continuare a lungo perchè esempi di malcostume e di mancanza di educazione (non solo stradale) ne potrei citare tanti altri ancora, ma preferisco venire al sodo: io la mia prima autovettura me la sono comprata quando ho cominciato a guadagnare con l’esercizio della mia attività professionale ed era una Cinquecento di seconda mano. Capisco che erano altri tempi, ma a mio figlio, in tempi più recenti, ho ceduto una mia vecchia Mini Minor solo dopo che aveva conseguito la laurea e aveva anche lui cominciato a lavorare. Qua invece ad uno fresco di patente si mette in mano una Mercedes, che rispetto ad un’auto di piccola cilindrata è un bolide, e gli si consente di scorribandare nel centro abitato come se fosse in autostrada e, per giunta, in preda agli effetti degli allucinogeni, uccidendo una povera donna dell’età di sua madre -almeno ritengo- che, uscendo dal lavoro, stava per rientrare a casa, dove ad attenderla c’erano i suoi due figli, coetanei – penso – dell’uccisore. A chi dice che si è trattato di una disgrazia, punto e basta, gli rispondo e se fosse stata sua moglie,sua figlia o sua sorella, la penserebbe allo stesso modo? Finiamola! Non foss’altro per il maggiore rispetto che merita la defunta.

Enzo Orlando

Fonte : http://www.tp24.it

 

Scrivi il tuo commento