TRAPANI, AUMENTANO I FURTI DI BICICLETTE IN CITTÀ

TRAPANI. La storia di Antonio Ricci, protagonista della celebre pellicola in bianco e nero «Ladri di biciclette» di Vittorio De Sica, è un cult. L’uomo, che dopo una serie di vicissitudini riesce a trovare lavoro come attacchino comunale, percorre, a piedi, in lungo e largo Roma per cercare di ritrovare la bici che gli è stata rubata, proprio mentre stava attaccando un manifesto, tuttavia senza successo. Anzi, nella ricerca si imbatte in molte disavventure in cui rimane coinvolto anche il figlio. Della sua bicicletta, però, nemmeno l’ombra. E senza il mezzo a due ruote lui non può più lavorare. Se il film, oggi, attraverso una suggestiva rivisitazione, venisse ambientato in città, anziché nella Capitale, l’Antonio Ricci in salsa trapanese potrebbe benissimo recarsi presso i centri di accoglienza per cercare la sua bici. Magari la troverebbe. Chissà. A Trapani, all’interno dell’istituto geriatrico «Serraino Vulpitta», nel padiglione riservato ai richiedenti asilo politico, fanno bella mostra oltre un centinaio di bici. Difficile stabilire se sono di provenienza furtiva. Il sospetto, però, c’è tutto. Anche perché molti mezzi sono modificati, quasi a voler eludere un possibile riconoscimento.
«Finora — afferma il presidente dell’Istituto, Antonio Sparaco, — non abbiamo avuto sentore che le bici possano essere di provenienza furtiva, ma dirò agli operatori di prestare la massima attenzione e segnalare eventuali casi sospetti».

Fonte: www.gds.it

 

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